© 2019 Foto e Testi: Carmelinda Giannone e Toni Romani

Intervista sulla metodologia CyberTracker

Chi è John Rhyder?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

John Rhyder  is a naturalist, woodsman and certified wildlife tracker, he is both founder and Head Instructor at Woodcraft School. John also has an impressive pedigree in his chosen subject field including being appointed as chief instructor for Ray Mears, receiving his antler handled instructor knife unusually after his first season as an instructor 1997 - 98.Prior to the start of his professional bushcraft career John worked and taught in arboriculture, conservation and habitat management. He holds formal teaching qualifications and has been teaching since 1994 making this a full time career since then. John has been featured on television, national and local newspapers and has been brought in as an expert on many radio programmes. He is a gifted naturalist and is certified through CyberTracker wildlife tracking accreditation as Senior tracker. The first, and currently, the only at this level and therefore the highest qualifed wildlife tracker in Northern Europe. John is also qualified as a track and sign evaluator one of only two people in Northern Europe who can deliver the CyberTracker system in this region. To expand his knowlege John has also been certificated in Germany, Holland and Spain. He also holds a University certificate in Species Identification and Biological Recording specialising in mammals, reptiles, bats, fungi and woodland plants and trees. John has been endorsed as an instructor in natural navigation techniques through Tristan Gooley and his school of natural navigation. He is also approved to run Managing and Valuing Veteran Trees through the Ancient Tree Forum. John has a keen interest and knowlege of plants and especially ethnobotany and is proficent in a number of traditional uses for plants, trees and fungi ranging from bark work to wild food and bow making. John is the originator of the first accredited bushcraft related programmes in the UK. He has gained his Accredited Practitioner through the Institute of Outdoor Learning (APIOL). In addition he has written a Bushcraft Award for a leading youth organisation the Woodcraft Folk. He has written many articles for various publications illustrated with is own photographs and continues to explore projects in this genre. John has also been lucky enough travel widely and has studied and led bushcraft, tracking and wildlife tours in Romania, Germany, Norway, Sweden, France, Iberia, Africa, the USA and Poland.When not teaching John is to found using his knowlege of nature and tracking to provide a range of wildlife services.
John is also the author of Woodcraft "A practical celebration of the tree" which is availible from Amazon and directly to students on courses.

 

 

 

 

 

 

1) Le vorrei chiedere cosa l’ha spinto a studiare la natura e a diventare un Tracker.

Da quando ho ricordi sono interessato alla Natura e tutto cio’ che ne riguarda; una delle memorie piu’ remote e’ quella di essere estrememente spaventato dal cane dei vicini, un collie simile a Lassie (un Rough collie). Ne diventai amico e da allora sempre rimango affasciato dalla Fauna. Sono stato fortunato nell’avere maestri che si fecero in quattro per raccontarmi di mammiferi e uccelli, piante ed alberi. Il tracciamento (tracking) ha sempre formato parte di questi studi ma finche’ non ho conosciuto alcune persone di CyberTracker, non capii il levello di dettaglio che puo’ essere raggiunto dalla lettura di tracce e segni. Similmente, con l’inseguimento (trailing) non capii cosa fosse possibile e non possibile nell’inseguire un animale.

 


2) Come ha conosciuto lo standard CT?

Vidi un film, che un amico registro’ per me da un canale satellitare circa 15 anni fa, di Luis Liebenberg che commentava la caccia di persistenza svolta dalle comunita’ locali San della Namibia. Un’atro amico mi porto’ una copia del libro di Mark Elbroch sulle tracce e segni della Fauna americana. Ho contattato Mark per chiedergli se avesse considerato l’idea di venire in UK a svolgere un’esame: mi rispose che gia’ stava venendo a svolgerne una nel Nord dell’Inghilterra ma purtroppo non mi era possibile presentarmi; ci mettemmo d’accordo per svolgerne una e cosi’ accadde nel 2012.

 

 


3) Cosa le comunicano le tracce?
Mi raccontano molte cose, specialmente quelle dei mammiferi: spesso non avremmo idea di cosa ci sia nel paesaggio senza la presenza di trace e segni. In questo senso, le tracce sono molto sottovalutate nel monitoraggio come abilità e conoscenza. Secondo me l’inseguimento rilascia endorfine e diventa una dipendenza, almeno quando va bene. Ti proietta nella mente dell’animale fino al punto di modificare leggermente l’ambiente rispetto a come si vede normalmente. L’inseguimento ti insegna anche a come essere persistente e non mollare.

 


4) Tra tutte le specie che hai avuto l’opportunità di studiare, qual è la tua preferita o la più interessante? Perché?
Sono sempre stato un fan dei piccolo mustelidi, credo sia dovuto al fatto che sono cosi’ pieni di carattere e scaltri. Sono dovunque ed e’ difficile vederli, trovarne segni e’ sempre una grande sfida per me.

 

 

5)Lei ha fondato la “Woodcraft School”, ci puoi parlare delle attività che svolgete?

In aggiunta all’interesse nella Natura e nella Fauna, ci interessiamo di come le persone si rapportano e di come possono migliorare la loro relazione con il mondo naturale e l’ambiente.

Non credo dovremmo togliere le persone dall’equazione quando parliamo di Natura e Conservazione ma trovare invece i meccanismi per connettere le persone in modo più profondo con ciò che è rimasto.

Spero che la Woodcraft School cerchi di raggiungere questo obiettivo insegnando il bushcraft e l'etnobotanica, assieme al tracciamento della Fauna (wildlife tracking). Cerco di specializzarmi nello spiegare gli aspetti vegetali e faunistici nei nostri programmi.

 


6)Voi gruppo CT UK collaborate con molte società di professionisti nel settore della ricerca, ci può descrivere il vostro compito? Ad esempio che lavori, state svolgendo o avete svolto con “The Mammal Society”?

Questa e’ un’area relativamente nuova: sto cercando di promuovere il tracciamento come uno strumento utile per il monitoraggio ecologico, ed e’ attualmente usato in UK. Ci sono diverse fonti di informazioni riguardo l’efficacia nell’utilizzo di tracciatori (trackers) preparati rispetto all’uso di fototrappole, etc. Ho svolto alcuni corsi di aggiornamento e perfezionamento riguardo alle tracce e ai segni di specie rare / protette / invasive e tutte quelle di maggiore interesse a persone che svolgono monitoraggi costantemente. Sono molto interessato a tutte le tecniche di monitoraggio non invasivo (incluso il tracciamento) per la conservazione del mondo selvaggio. Credo sia anche un grando ruolo del tracciamento quello di promuovere il benessere nelle persone attraverso un movimento di rewilding.
 

 

7) Che cosa consiglierebbe a una persona che vorrebbe scoprire il mondo delle tracce e dei segni?
Penso che la bellezza del “Tracking” sia la sua accessibilità che può essere fatta per minuti o per giorni, nel parco cittadino o nella natura selvaggia. Non c'è davvero nessun posto dove non si possano trovare tracce di animali selvatici e questo metodo lo rende uno dei modi più accessibili per studiare la Natura. Percio’ e’ uno dei modi piu’ accessibili per studiare la Natura. La bellezza e’ anche sita nella possibilita’ di chiunque nel fare scoperte, nessuno conosce tutte le tracce e i segni di tutte le creature di una regione. Insegui un volatile o un bruco, osservarlo atterrare e vai ad osservare le sue tracce: puoi essere la prima persona che le osserva in quel modo.

 

Siccome l’aspetto dell’apprendimento e’ molto importante nel sistema di esami CyberTracker, e’ una buona idea svolgerne uno per avere una nozione iniziale dell’esperienza di apprendimento. Se ti garantisci il lusso di non preoccuparti del punteggio, allora un’esame diventa un bellissimo ed utile corso. Non e’ lo stesso per l’inseguimento in quanto sono richieste alcune abilita’ per non perdere la pista.

 

 

8) Essendo un esaminatore in Europa dello standard CT, ci potresti parlare dell’importa di questa certificazione?
Sono un grande fan dello standard CyberTracker, e’ geniale. Ho condotto studi per 25 anni e non ho mai trovato un metodo cosi’ ben fatto per educare e valutare l’apprendimento. Ti dona una stima realistica sul tuo livello di conoscenza come tracciatore. La sua etica si fonda sulla frase: "il tracciamento riguarda la ricerca di animali e non delle loro tracce"; è estremamente valida e, nella mia esperienza, può continuare così a lungo. Le domande riguardano cose già sono presenti in letteratura o almeno ampiamente insegnate, non ci dovrebbe essere alcuna ragione per cui un candidato si aspetti delle domande che solo il valutatore conosce, o la traccia di un uccello che atterra sul terreno una volta ogni 60 anni. Ritengo che per un candidato che non ha effettuato un insegnamento formale in nessun altro luogo, dopo tutto non è possibile prendere una laurea in tracciamento della Fauna, quindi uno standard realistico ed internazionale risulta vitale. Altrimenti siamo costretti ad accettare che i nostri insegnanti di tracciamento possano tracciare solo perché dicono di poterlo fare. CyberTracker impone ai tracciatori di dimostrare la propria abilità, che è fondamentale se il tracciamento viene riconosciuto come un componente valido negli strumenti dei naturalisti.

Opera in Africa, Europa e America con crescente interesse da altre parti del mondo. Se sfruttiamo questa crescita e questo interesse mentre i tracciatori lavorano tutti insieme, non ci vorrà molto prima che il monitoraggio ottenga il riconoscimento che merita in tutta Europa.

 

 

Note:

- CyberTracker Conservation

 

- Woodcraftschool
 

- thebushcraftjournal.com/writers#/writers/john-rhyder

 

 

 

Traduzione e adattamento – Carmelinda Giannone, Toni Romani, Alessandro Zanella

 

 


Intervista originale:

 

1) I would like to ask you, why you started to study nature and become a tracker?

I have been interested in nature, wildlife and animals in general for as long as I can remember, one of my earliest memories was of being very afraid of a neighbouring dog, a lassie type collie. I made friends with it and since then I have always been fascinated by animals. I was fortunate in having several figures in my life who went out their way to teach me about animals, birds and plants and trees. Tracking at least on a superficial level has always been part of this study but until I came across some of the guys from CyberTracker I didn’t quite grasp the level of detail possible with track and sign. With trailing I don’t think I fully grasped what was possible and equally importantly not possible in following animals.

 

 

2) How did you met the CyberTracker standard?

I saw a film a friend recorded for me from a satellite channel perhaps 15 years ago of Louis Liebenberg observing a persistence hunt with the bushman people in Nambia. Another friend brought back a copy of Mark Elbrochs book on track and sign from America. I contacted Mark to see if he would consider coming to the UK to run an evaluation. It happened that Mark was already scheduled to come to the North of England for an evaluation. I couldn’t get on that evaluation so Mark suggested I host one in the South of England. This I did and the first Northern European evaluations where held here in 2012.

 

 

3)What are tracks telling you?

So many things especially with the mammals often times we would have no idea what was about on the landscape without the presence of track and sign. In this way the subject is a very underused skill in biological monitoring. On a personal level trailing animals, I am convinced, releases endorphins and becomes  an almost addictive process at least when it goes well. It also really gets you inside the mind of the animal in a way that makes the whole landscape appear slightly different to way a person might view it. Trailing can also teach a good deal about yourself in terms as persistence.

 

 

4)Among all species you had the opportunity to study, which one do you prefer? Why?

I have always been a great fan of smaller mustelids I think its because they are so full of character, mischievous almost. They are all around us and yet quite hard to see, finding sign of them is always a real treat for me.

 

 

5)You founded “Woodcraft School”, could you tell us more about the activities you do?

In addition to being interested in nature and wildlife I am also interested in how people relate and can relate better to the natural world and the landscape. I don’t believe we should take people out of the equation when discussing nature and conservation but instead find mechanisms to connect people more deeply to what is left. Woodcraft school I hope, tries to achieve this through teaching bushcraft and ethnobotany as well as wildlife tracking. Personally these days I tend to specialise in teaching the plant and wildlife aspects of our programmes.

 

 

6)You, as CyberTracker UK, collaborate with different professional societies in the research sector, could you describe your role? For instance, what activities have you done or are you doing with “The Mammal Society”?

This a relatively new area I am trying promote tracking as a valid skill that can be extremely useful in ecological monitoring and is currently under used in the UK. There are some many sources of information about the effectiveness of trained trackers versus cameras etc. I have developed some training and assessment course that are aimed at teaching ecologists specific groups of mammal sign rare/protected species and invasive non-natives that are of most interest when they conduct surveys. I am very interested in all kinds of non-invasive monitoring techniques (including tracking) for wildlife conservation. I think there is also a huge role for tracking in promoting well being in people part of the rewilding movement focuses on rewilding people.

 

 

7) What would you recommend to a person that would learn and discover the tracks and signs world?

I think the beauty of tracking is its accessibility it can be done for minutes or for days, in the town park or the wilderness. There is really nowhere where traces of wildlife can’t be found. In this way it is one of the most accessible ways to study nature. The beauty of the subject is such that anyone can make new discoveries, no one person knows the tracks and signs of every creature in their region. Follow a bird or a bug, watch it land and go study its tracks you may the first person to look at this species in this way.

Because of the learning aspect so prevalent in the evaluation system it is a good idea to take an evaluation for the learning experience. If you allow yourself the luxury of not worrying about your score than an evaluation becomes a great workshop. This is not quite the same for trailing where some ability to hold the trail is essential.

 

 

8) As a CyberTracker evaluator of the European standard, could you tell us the importance of these certifications?

I am a huge fan of the CyberTracker system, its genius. I have been and educator for over 25 years and I have yet to find anything in education that works so well as both an assessment and a tool for learning. It gives a very thorough and realistic estimation of exactly where you are as a tracker. It is also relevant in a practical way its ethos of “tracking is about finding animals not finding tracks” still holds true, in my experience at least and long may this continue. Questions are about things already in the tracking literature or at least taught widely, there should be no reason for a candidate to feel they will asked questions only the evaluator knows, or the track of a bird that lands on the ground once every 60 years. I feel that for a subject that has no formal teaching standard anywhere else, after all it is not possible to take a college degree in wildlife tracking, then a realistic and international standard is vital. Otherwise we are forced to accept our tracking teachers can track merely because they say they can. CyberTracker forces trackers to prove their ability which is vital if tracking is to recognised as a valid component of the field naturalists toolkit. It operates across Africa, Europe and America with growing interest from other parts of the world. If we harness this growth and interest as trackers working together it won’t be long before tracking gets the recognition it deserves throughout Europe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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