© 2019 Foto e Testi: Carmelinda Giannone e Toni Romani

Intervista sulla metodologia CyberTracker

January 25, 2019

Chi e’ Kersey Lawrence?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kersey Lawrence is a wildlife ecologist and an award-winning university-level teacher who spends half the year in Africa and the other half in the USA.

She is currently working on her PhD, which focuses on trackers and tracking in Southern Africa. She is the owner of Original Wisdom, an experiential education company where she develops and runs courses for students and groups in the United States and South Africa. Original Wisdom courses emphasize science through “hands-on” ecology sessions in the bush; technology through the use of photography, camera traps, GPS, and GIS; and human dimensions through cultural experiences with local communities. With well over two decades of survival, wilderness and tracking experience she is also a highly qualified tracker in her own right, within both the USA and South Africa. She is, in fact, amongst the most highly qualified trackers in the world in the CyberTracker System and is currently the first and only woman tracker in the world to earn a Senior Tracker qualification, which required her to achieve a Track & Sign Specialist (2011, South Africa) and a Trailing Specialist qualification (2016, USA). Kersey is a Track & Sign Evaluator in Africa where she has been assessing trackers since 2014, and a Trailing Evaluator in North America. She is a qualified guide on the FGASA (the Field Guides Association of Southern Africa) standard with many hours on foot and wildlife encounters under her belt. Kersey has worked for a part of each year in Africa since 2008, which is when her love affair with the African bush began.

 

 

 

1. Come hai conosciuto lo standard CyberTracker?

Sono venuta a conoscenza di CyberTracker per la prima volta nel 2006 ad un corso di tracciamento (= tracking, n.d.r.), nel nord della California. Mark Elbroch, l’esaminatore iniziale per il Nord America, era appena diventato Senior Tracker e stava introducendo lo standard in Nord America. Come ringraziamento per l’istruzione che intraprese in Sud Africa, ottenne i fondi per portare 10 tracciatori (= trackers, n.d.r.) Sudafricani (incluso chi CyberTracker lo aveva sviluppato, Louis Liebenberg). E’ stato emozionante incontrarli, e ancor piu’ illuminante tracciare con loro.

Fino ad allora ero stata interessata al tracciamento, ma non mi era chiaro come applicarlo e come apprenderlo. Andai a diverse scuole di tracciamento ma non funzionavano con il mio stile di apprendimento: ottenevo solo poche informazioni difficili da far fruttare con un chiaro metodo di apprendimento.

Il workshop in California mi cambio’ in 3 modi.

Primariamente, Adriaan Louw (Master Tracker, Sud Africa) diede un piccolo esempio di un esame sull’interpretazione di trace e segni. Scelse 5 domande e ci chiese di dirgli cosa credavamo fosse. Credo di aver risposto la maggior parte in modo sbagliato, ma l’apprendimento che ottenni da quelle risposte fu eccelso! Nel piccolo gruppo esaminato, ognuno di noi diede almeno una risposta sbagliata. Cio’ significa che quando Adriaan spiego’ le risposte, tutti noi abbiamo avuto l’esatta spiegazione del perche’ un’orma era di volpe grigia, ad esempio, e non un gatto domestico, oppure un bobcat. Percio’ per ogni domanda ricevemmo multiple risposte e la curva di apprendimento fu esponenziale. In aggiunta, spiego’ in dettaglio le caratteristiche morfologiche di ciascun’orma e solo alla fine ci rivelo’ la specie. Era tutto talmente chiaro che l’informazione che ottenni mi servi’ per identificare la volpe, il gatto e il bobcat in maniera autonoma.

Successivamente, Exon (uno dei Senior Tracker Shangaan dal Sud Africa) ci porto’ a seguire una pista di cervo mulo (Odocoileus hemionus) per farci vedere come seguire un animale attraverso le sue tracce. Ci ha fatto notare i diversi modi in cui l’orma di un cervo appare differentemente nel terreno morbido e su foglie del sottobosco, dove l’animale si muoveva e dove brucava,...il nostro piccolo gruppo era completamente assorbito dalle informazione che stava ricevendo seguendo un’orma dopo l’altra passo dopo passo. Ad un incrocio, giungendo da una piccola collina alberata, Exon disse ‘Questa pista e’ molto fresca’. Eravamo molto affamati di capire perche’ e gli chiedemmo ‘Dicci di piu’, come fai a saperlo?’ e lui rispose ‘Perche’ l’animale si fermo’ proprio qui‘ ed indico’ il punto in cui esso si appresto’ a guardarci arrivare. Fu in quel preciso istante che appresi che le tracce possono essere seguite fino ad incontrare l’animale che le ha prodotte e che avrei dovuto mantenere la testa alzata se volevo vederlo!

Infine, uno degli organizzatori del workshop, nei giorni precedenti, ando’ a perlustrare la zona lasciando diverse tracce in ore e giorni differenti. L’esercizio era di passare da una stazione all’altra e determinare quando l’eta’ delle tracce. I nordamericani come i sudafricani parteciparono a questo esercizio. Ho osservato i primi inginocchiarsi e passare molto tempo ad ogni stazione osservando tutti i dettagli per stabilire un’esatta datazione; cercarono di determinare l’esatta ora in cui le orme vennero prodotte: quest’orma ha 36 ore, questa 12,...i tracciatori sudafricani invece  passarano velocemente da una stazione all’altra e i loro commenti furono: ‘quest’orma e’ molto vecchia (troppo per poter vedere l’animale), questa e’ vecchia (’troppo per poter vedere l’animale), questa e’ fresca (possiamo seguirle e avere la possibilita’ di vedere l’animale), quest’orma e’ molto fresca (possiamo seguirle e vedere l’animale),...per un’altra volta ebbi la sensazione di aver ricevuto un metodo da usare, un metodo accurato che mi offriva gli strumenti di determinare l’eta’ di un’impronta in diversi substrati e condizioni, senza la necessita’ di entrare in troppi dettagli.

Dopo di cio’, decisi di andare in Africa, ad imparare il tracciamento da coloro che avevano sviluppato il sistema, coloro che l’avevano reso tanto accessibile e chiaro, rispetto ad altri metodi basati sulle abilita’ mistiche o tribali. Trovai i fondi per andare in Sudafrica, dove raggiunsi la scuola di Lee Gutteridge (www.natureguidetraining.com). Scelsi la sua scuola per due motivi:

Per prima cosa, non ‘compartimelizzano’ l’apprendimento: durante il curso durato 4 settimane non era diviso in diversi argomenti (tracciamento, birding,...) ma completamente opportunistico e ogni qualvolta trovavamo qualcosa di interessante, scendevamo dal veicolo e lo esaminavamo o seguivamo la pista; questo e’ il modo in cui la mia mente funziona meglio!


Seconda cosa, ero appena stata assunta dall’universita’ per insegnare il mio primo corso e appresi che volevo farlo nel modo piu’ esperienziale possibile, e cioe’: un’esperienza all’aperto, nel presente, con tutto corpo e mente dove l’apprendimento colpisce e impatta. Lee insegna in questo modo. Non ha una formazione formale per farlo, è semplicemente naturale. E’ uno dei migliori insegnanti che ho mai incontrato. Percio’ ero interessata a scoprire quel metodo e sperimentarlo a sua volta nei miei corsi universitari.

 

 

 

2. Come ci si sente ad essere la prima donna “Senior Tracker and Evaluator” presso  CyberTracker Conservation?
Sento di non avere molto di piu’ da imparare. Amo cio’ che sono stata in grado di raggiungere, poiche’ sono completamente dipendente dal tracciamento, da CyberTracker, e dall’insegnare e imparare a tracciare. Essere in grado di esaminare persone dando loro un punto di riferimento e consigli su come e dove migliorare, mi riempie lo spirito.

Freno sempre le persone che usano parole come prima, unica, migliore,…ritengo che, bensi’ CyberTracker sia ‘solo’ uno standard internazionale per esaminare tracciatori, probabilmente ci sono molte alter persone, incluse altre donne, che non sono mai state esaminate e migliori tracciatrici di me. Non include solo persone indigene ma anche cacciatrici / cacciatori e potenzialmente naturaliste/i, incluse persone che spendono il loro tempo tracciando.

Senior Tracker e’ uno standard e cio’ significa aver speso tempo ed essersi impegnati per raggiungerlo ed ho dimostrato ad altri esaminatori che ho potuto raggiungerlo. Come esaminatore, ho la necessita’ di riconoscere quando qualcun altro lo raggiunge. E’ stato difficile, ma dev’essere accessibile; cio’ significa essere cauti nel porre le domande ed essere certa che abbiano una risposta chiara e che gia’ esista nella letteratura presente. Ho la necessita’ di comprendere il sistema di punteggio e saper determinare quando una domanda e’ semplice oppure complessa, come pure quando e’ di estrema difficolta’ e non ha senso chiederla. Con l’inseguimento (= trailing, n.d.r.), devo essere in grado di riconoscere quando un candidato raggiunge il punteggio dello standard: stanno seguendo in modo fluente la pista oppure si muovono in maniera start&stop; stanno seguendo una pista semplice ma la perdono spesso quando diventava piu’ complessa; la loro testa è alta; sono in grado di anticipare dove si trova la traccia dopo averla persa; conoscono il comportamento dell’animale; si muovono in maniera sicura e consapevoli di cio’ che li circonda?

Ma…come ho detto, Senior Tracker e’ uno standard. C’e’ ancora molto spazio nell’apprendimento per migliorare le mie capacita’ di tracciamento. Quando una persona raggiunge lo standard, cio’ non significa aver raggiunto l’apice dell’apprendimento. Significa solo che conoscere sufficientemente per raggiungere lo standard e c’e’ ancora altrettanto da apprendere. Questa è una delle migliori cose del tracciamento e del mondo naturale – non potremo mai conoscere tutto. C’e’ sempre qualcosa nuovo da apprendere, e anche i migliori tracciatori sbagliano o perdono la loro traccia.
 

Come donna, sono felice di aiutare altre donne a raggiungere il mio stesso standard.

 

 

3. Cosa ci comunicano le tracce?

Le orme, attraverso la loro morfologia, ci raccontano dell’identita’ di chi le ha fatte e alcune volte pure il loro comportamento. Piuttosto che solo nell’identificazione, sono piu’ interessata nell’aspetto dell’interpretazione nel tracciamento: ad esempio, quando siamo in grado di interpretare l’andatura dell’animale oppure dove si alimento’, o dove ha evitato un pericolo o dove si diresse semplicemente per curiosita’. E’ specialmente l’inseguimento che assicura queste informazioni: una visione d’insieme o una vista da dietro le quinte, cio’ che l’animale fa e come interagisce con l’ambiente (cibo, acqua, protezione), l’uno con l’altro e con altre specie. E’ fantastico quando posso interpretare tutte queste cose lungo la pista di un animale, vedere come si muovono nell’ambiente ma vedere pure come a volte sia l’ambiente a dettare i loro movimenti.

 

 

 

4. Cos'è un processo formativo e perchè è necessaria la certificazione?

Gli esami sono uno strumento per determinare il tuo livello e capacita’ come tracciatore.

Ci sono due tipi di esami offerti da CyberTracker: esami sull’identificazione e interpretazione di orme e segni (Track and Sign), ed esami sull’inseguimento (Trailing). Se viene raggiunto il punteggio minimo del 70% in entrambi, il candidato diventa Tracker completo secondo il sistema. Il punteggio del 100% in un esame cosi’ chiamato “lower band” (o esame secondario) in entrambi gli esami, rende il participante un Professional Tracker ed e’ necessario per essere invitato ad un’esame di livello Specialist. Con un punteggio del 100% a livello Specialist (o esame terziario) in entrambi gli esami, si diventa Senior Tracker ed è il piu’ alto standard che puo’ essere raggiunto. Master Tracker è un’investitura onoraria data a persone che sono Senior Tracker da almeno 10 anni e hanno contribuito in maniera significativa al tracciamneto, in varie caterorie.
 

Un esame base Track and Sign è composto da 50 domande di diversa complessita’. L’esaminatore sceglie le domande e hai tutto il tempo necessario per rispondere, in 2 giorni. Ogniqualvolta ogni sezione d’impronte finisce, l’esaminatore descrive ad ognuno qual’era la risposta corretta, e perche’. E’ la piu’ completa e intensa esperienza di apprendimento che una persona possa intraprendere per valutare le proprie capacita’ e apprendere in maniera rapida e in poco tempo.

Un esame di Trailing consiste nel trovare una pista fresca, il sufficiente per seguirla e trovare l’animale. Devi seguire e trovare l’animale, facendolo vedere all’esaminatore senza arrecargli disturbo o allarmarlo. Richiede molta pratica, ma e’ estremamente interessante e divertente!


Per una descrizione complete di come ogni tipo di esame viene svolto, puoi visitare il sito web di CyberTracker (www.cybertracker.org).

Gli esami CyberTracker terminano con un punteggio dato ai partecipanti in maniera standardizzata, rappresentando il punto in cui si trovano secondo le loro attuali capacita’ di tracciamneto. Non dice nulla riguardo la persona se non un’indicazione dei punti in cui focalizzare l’attenzione e praticare per migliorare come tracciatore. Come esaminatori, vogliamo vedere persone che rispondano in maniera corretta, scegliendo domande giuste o valutando attentamente la difficolta’ di una pista. Siccome è uno standard, gli esaminatori cercano di incontrarsi regolarmente per calibrarsi sull’assegnazione dei punteggi, assicurando che le domande non siano eccessivamente difficili oppure troppo semplici.

Gli esami sono importanti quando qualcuno raccoglie dati biologici e li usa per scopi conservazionistici, oppure quando qualcuno sta insegnando a tracciare. E’ importante sapere l’accuratezza e l’affidabilita’ dei dati raccolti, come della persona che sta insegnando. Cio’ non significa che un Tracker di livello 1 non possa insegnare o raccogliere dati ma sappiamo che, come partecipanti di un workshop oppure come gestori dei dati raccolti, possiamo aspettarci intorno al 70-79% delle risposte date siano corrette e affidabili.

 

 


5. Hai sempre desiderato essere una tracker?

Come ti definiresti?

Quali sono state le abilità più difficili che hai dovuto imparare come tracker-scienziata?
Sono sempre stata interessata al tracciamento, anche prima di capire che tracciare è molto piu’ che semplicemente identificare tracce e segni. Uno dei miei ricordi da ragazza è quello di seguire le tracce sulla neve di un silvilago. Avevo con me un libro di riferimento da cui identificai il pattern di movimento: sfogliai attentamente le pagine e quando giunsi al silvilago ho potuto notare come i pattern combaciavano. Iniziavano alla base di un albero e lo seguii finche’ non si persero alla base di un’altro. Ho cercato di capire dove l’animale fosse andato per molto tempo, cercando qualsiasi evidenza che mi descrivesse dove fosse andato, fino al punto di scavare nella neve per vedere se aveva scavato un tunnel per sfuggire dal freddo. E’ stato solo anni dopo che scoprii che anche gli scoiattoli si muovono seguendo pattern simili nella neve, e si muovono di albero in albero.

La definizione di me stessa cambia constantemente. Sono un’amica, una figlia, sorella, zia, madre e una moglie con coloro che condividono la mia vita. Cerco di praticare il piu’ possibile sulla Natura e traccio praticamente ogni giorno, insegnando tutto cio’ che apprendo alle altre persone. Sono queste le cose che mi riempiono di passione e mi fanno alzare dal letto ogni mattina.

Odio doverlo dire, ma per molti anni ho avuto un pessimo mentore scientifico. Ho anche esitato a usare la parole mentore, perche’ non c’era alcuna forma di tutoraggio implicate, solo un enorme senso di insicurezza nascosta richiedendo agli studenti di essere indipendenti, risolvendosi i problemi in completa autonomia. Ora ho un nuovo mentore, percio’ potro’ finalmente terminare il mio dottorato, ed è eccezionale. Ho raccolto molti dati ma sento che avrei potuto dare molto di piu’ al tracciamento e alla scienza se solo avessi avuto un tutoraggio degno del nome fin dall’inizio.

 

 


6. C'è un articolo di Biesele e Barkley (2001) sul contributo delle donne Ju|'hoan nel tracciamento per il successo nella caccia ... pensi che essere una tracciatrice donna porti a più difficoltà o discriminazioni? Perché?
Non so dove cio’ portera’. Credo dipenda dal luogo in cui ne parliamo. Alcuni paesi e culture sono piu’ progressisti di altri. Ho letto quell’articolo ed è in accordo con la mia personale esperienza in cui ognuno concorre al tracciamento, in alcune fasi della vita. Ognuno nel villaggio aveva conoscenza di come procacciarsi cibo e come riconoscere situazioni di pericolo. Credo ci siano stati diversi livelli di conoscenza e mentre ognuno aveva delle conoscenze basiche, solo chi lo praticavano con assiduita’ avrebbero raggiunto buoni risultati. Percio’, nel villaggio c’erano persone molto brave a costruire delle frecce semplicemente perche’ passavano molto tempo a farle, allo stesso modo tracciatori / cacciatori erano bravi a farlo. Non c’e’ motivo per cui non possa includere le donne. L’articolo parla anche di come le donne con figli di eta’ non autonoma cacciavano di meno perche’ trasportare il piccolo in braccio limiterebbe I movimenti e potenzialmente farebbe piu’ rumore. Per me ha senso. Se alcune donne stavano vicino alla casa per sorvegliare i figli, il loro interesse nel tracciamento sarebbe stato differenze, temporaneo, e probabilmente la loro attitutidine non sarebbe stata osservata dagli antropologi e scienziati. In ogni caso, anche cercare cibo vicino casa non avrebbe comunque significato meno prodezze nel tracciamento. Le donne possono comunicare ai cacciatori dove trovare la grande selvaggina, o I predatori; possono catturare piccola selvaggina e tenere al sicuro I propri figli da animali velenosi e pericolosi, che potrebbero essere detectati solo attraverso le orme e I segni.

Nella mia esperienza nel tracciare in sud e nord America, Europa e Africa del sud, ho l’impressione che nei paesi educati alla maniera occidentale accettino e incoraggino maggiormente il concetto di donne come tracciatrici, almeno a livello semi-indigeno.

Quando lavoro con I tracciatori Shangaan qui in Sudafrica, gli costa un po di tempo credere che sia capace di andare da sola nel bosco a fare pipi’, identificare correntamente un’orma (specialmente quando credono sia qualcosa diverso di quello che affermo) o seguire una pista. Sono molto scettici, e alcuni di loro sono molto prodi di cio’ che fanno, che mi costa un po’ di gentili persuasioni e costruire un rapporto concreto per farmi ascoltare. Ma, in ogni caso, apprendo molto da loro! Aiuta molto il fatto che non dico di sapere tutto, sono consapevole di poter essere in errore, ho pero’ una solida base su cui basarmi per le mie argomentazioni. Credo che nessuno degli esaminatori CyberTracker presumino di sapere tutto, tutti possiamo fare degli errori d’interpretazione e tutti possiamo perdere la pista – fa parte del gioco, c’e’ sempre qualcosa di stimolante che ci aspetta. E fosse sempre tutto uguale e conoscessimo tutto, sarebbe noioso.


Nei paesi educati alla maniera occidentale, sembra non ci sia molta attenzione posta sul fatto che il tracciatore si maschio oppure femmina. Infatti, sembra ci siano molte donne che si divertano nei diversi aspetti dell’interpretazione di trace e segni secondo lo standard CyberTracker. E’ abbastanza comune che durante una valutazione la metà dei partecipanti siano donne. Sembra pero’ che poche persone, e poche donne siano attratte all’aspetto dell’inseguimento e a diventare tracciatori completi. Non capisco la ragione di cio’, ma immagino sia dovuto al fatto che l’identificazione di tracce e segni provvedano un feedback piu’ immediato essendo un’esperienza piu’ “amichevole” e friubile da chiunque – tra i partecipanti si sviluppa un senso di ‘cameratismo’ che solitamente va ben oltre la valutazione e favorisce lo sviluppo di scuole di tracciamento e di gruppi sui social media.

Per contro, l’esame di inseguimento, non provvede ai partecipanti alcun feedback fino alla fine. Sembra piu’ un “test” che un workshop, e credo che cio’ possa essere inteso in modo meno ‘amichevolmente’ dai partecipanti. Il tuo obiettivo come partecipante a un esame di inseguimento e’ diverso rispetto al mio come esaminatore. Il tuo è di trovare l’animale. Il mio è quello di valutare come lo fai. Percio’, se non dovessimo trovare una pista fresca, potrei chiederti di seguire, ad esempio, una pista vecchia osservando come ti comporti, tenendo in considerazione la tua frustrazione nel pensare ‘Non c’è modo che io possa trovare l’animale’. Oppure potrebbe succedere che tu gia’ sappia dove l’animale sia considerando l’ora del giorno ma io ti chieda comunque di rimanere sulla pista. Ci sono 25 criteri divisi in 5 categorie, e non potro’ farlo se non ti vedo seguire una pista; sara’ mio compito percio’ valutare quanto spesso perdi la pista in vari substrati e come la ritrovi, lo stesso come ti approci quando trovi l’animale. Siccome stiamo inseguendo, cio’ presuppone molta poca comunicazione; credo sia difficile per le persone e specialmente per i principianti: si aspettano molti feedback, ma purtroppo avvengono solo alla fine. Questo crea un gioco mentale nel partecipante che lo porta a pensare a cosa stia osservando in lui piuttosto che semplicemente seguire la pista. 

 

 


7. Attualmente stai svolgendo il tuo PhD presso l’università del Connecticut, qual è l'obiettivo principale delle tue ricerche? Sei soddisfatta dei risultati che stai ottenendo? Quant’è importante il tracciamento nell’affrontare le tue ipotesi?


Gli obiettivi principali della mia ricerca sono:

1. Dimostrare che il Sistema CyberTracker di valutazione di tracciatori e’ accurato. Ad esempio, quando diciamo ai partecipanti che un’impronta è stata fatta da un caracal qui in Sudafrica, e’ davvero il caracal l’autore dell’orma, un gatto selvatico africano oppure qualcos’altro? Stiamo raccontando alle persone le caratteristiche corrette cui prestare attenzione, ad occhio nudo, per distinguere specie con orme simili? Rispondero’ a questa domanda attraverso l’uso di fototrappole e differenti livelli di tracciatori valutati secondo lo standard CyberTracker: ho chiesto ai tracciatori di identificare le orme e i segni che osservavano davanti alla fototrappola e poi comparato le loro risposte con le foto ottenute dalle fototrappole.

2. Ho voluto determinare l’affidabilita’ dei tracciatori di diverso livello nella correttezza di una risposta. Per fare cio’ ho usato ancora una volta differenti livelli (1, 2 , 3, Professional e Specialist) con dati derivanti dal fototrappolaggio. Successivamente ho preso 10 anni di dati raccolti durante gli esami CyberTracker da diversi esaminatori ed ho analizzato se ci sia qualche trend nel tipo di domande sottoposte a cui diversi livelli di tracciatori erano in grado di rispondere.

3. Ho effettuato interviste semi-strutturate a tracciatori per capire come hanno appreso a tracciare, quali siano le qualita’ piu’ importanti per diventare un buon tracciatore e quali conoscenze ecologiche perderemmo se tracciatori, nella mia area di intervento qui in Sudafrica, diventassero “acculturati” dal punto di vista occidentale.

 

 


8. Tra tutte le specie che hai avuto l’opportunità di studiare, qual è la tua preferita o la più interessante? Perché?
Trovo difficile scegliere un animale preferito, perche’ dipende molto con cio’ che in quel periodo sto focalizzando la mia attenzione. Li amo tutti e tutti sono talmente affascinanti e differenti che mi eccita sapere che ci sia sempre qualcosa nuovo da conoscere!

Amo tracciare cervi in nord America e in Europa. Li’ si trovano le specie che maggiormente ho studiato nel mio primo periodo di apprendimento e pure si trovano i miei primi insegnanti. Possono essere trovati dovunque, e le loro piste possono passare da semplici a complesse in un batter d’occhio. Dico sempre che se puoi inseguire un cervo, puoi inseguire qualsiasi cosa...per questa ragione la maggior parte dei miei workshop si focalizzano sui cervi. Non sono “sexy” come orsi e leoni, ma sono davvero grandi nell’aiutare a capire come inseguire orsi e leoni.

Parlando di orsi, anche loro sono tra i miei preferiti. Non ho molta esperienza con loro in quanto non ho mai vissuto in un luogo in cui poterli seguire regolarmente, ma il mio esame ‘Specialist’ dove ho raggiunto la qualificazione, era su orsi in Western Washington, e ho passato alcune settimane a fare pratica. Sono estremamente affascinanti. Possono fare e andare dovunque, cio’ per me e’ stato uno shock e ebbi bisogno di alcuni giorni per entrare nell’ordine di idee che avrei dovuto seguirli in alcuni luoghi non semplici (fangosi, spinosi, angusti) prima di iniziare a divertirmi. Potete leggere riguardo alla mia esperienza praticando l’inseguimento in una storia che ho scritto sul mio sito (www.originalwisdom.com/trailing/), nella sezione trailing.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 2010 ho pure trascorso un inverno (Maggio-Agosto) nell’area del Greater Kruger Park in Sudafrica inseguendo leopardi con alcuni dei migliori tracciatori Shangaan. In quel periodo mi tatuai le maculature del leopardo sul piede. Adoro la sensazione nell’inseguire una pista di leopardo. Adoro il fatto che siano così consapevoli che è altamente improbabile che li possa vedere, ma potrei. E’ semplicemente qualcosa di estremamente straordinario nell’inseguire un grande felino.

 

 


9. Ultimo ma non meno importante, cosa consiglieresti a dei futuri tracker?
Va fuori e fai pratica. Pratica da solo, pratica con altri. Raggiungi un gruppo e se non ce ne sono vicini a te, formane uno. Usa internet e i testi e il materiale di referenza per continuare a formarti. Svolgi un esame CyberTracker: un esame sull’interpretazione di tracce e segni ti insegnera’ piu’ di quanto tu possa immaginare; un esame di inseguimento ti aprira’ la strada ad una nuovo mondo – un mondo in cui tu sei parte delle storie delle creature che stai inseguendo. Trova un mentore o sfrutta regolarmente esami CyberTracker cosi’ da capire quali siano le tue necessita’ e focalizzati su di esse. Essere un buon tracciatore non è una questione genetica, e’ questione di tempo e sforzo.

 

 

 

Kersey Lawrence and Lee Gutteridge do in South Africa three tracking intensives workshop per year: one each in April, August, and November. They keep the group small and only accept 8 people in each. They are 12 days each, and are held in our Ngala Training Camp of the Greater Kruger Area - a vast and wild ecosystem where anything is possible. They focus on both track and sign and trailing, and include a track and sign evaluation at the end. Up to 4 participants can choose to stay for an extra 2 days to complete a trailing evaluation, so there is the potential to become a fully qualified tracker in Africa on the CyberTracker system. They also offer a 9 day Trailing only workshop in January, for only 4 participants. It is strictly a learning experience where you follow and find animals, and there is no evaluation at the end of that one. For more information, you can visit their websites at https://www.originalwisdom.com/tracker-programs/ 

and http://www.natureguidetraining.com/our-courses/tracking-courses/.

 

 

 

Per approfondimenti:
-http://www.cybertracker.org/
-http://www.natureguidetraining.com/
-Il ruolo della donna nel tracciamento, dagli albori ai giorni nostri

-Biesele M., Barclay S. (2001) Ju/'hoan women's tracking knowledge and its contribution to their husbands' hunting success. African Study Monographs, Suppl.26: 67-84

-CyberTracker Italia

 

Traduzione e adattamento – Carmelinda Giannone & Toni Romani

 

 

 

Intervista originale:


1) How did you knew about CyberTracker standards?


I first learned of CyberTracker in 2006, in Northern California, at a tracking workshop. Mark Elbroch, the initial evaluator for North America, had just achieved Senior Tracker and was introducing the system to North America. In appreciation for his mentorship in South Africa, he’d obtained funding to bring over 10 South African trackers, including the developer of CyberTracker, Louis Liebenberg. It was amazing to meet them all, and even more enlightening to track with them.

Up to that point in my life, I’d been interested in tracking, but not really sure of how to figure out how to learn it. I went to various “tracking schools” but they didn’t work with my learning style. I only gained little bits and pieces of information and found it difficult to push forward without a clear method for learning.

The workshop in California changed that for me in three ways. 

First, Adriaan Louw (Master Tracker, South Africa) gave a small sample of a track and sign evaluation. He chose five questions and asked us to tell him what we thought they were. I think I got most of them wrong, but the learning I achieved in getting them wrong was astounding! In our small group, everyone got at least one question wrong. This meant that when Adriaan explained the answers, we got full explanations of WHY a track was a grey fox, for example, and not a housecat, or a bobcat. So for one question multiple answers were explained and the learning curve for me was exponential. Moreover, he explained, in detail, the morphological features of each track that made it conclusively the species he claimed it was. It was clear, there was no guesswork, and it was transferable information that I could take forward and identify grey fox, housecat, and bobcat tracks with, on my own.

Second, Exon, one of the Shangaan Senior Trackers from South Africa, took us on a short mule deer trail, to demonstrate how to follow and find an animal by using its trail. He showed us the different ways that deer tracks appeared in soft soil vs leaf litter, where the animal was walking vs browsing, etc. our small group was completely absorbed by the information he was providing, with our heads down, following from track to track, step-by-step. At a trail junction, coming up to a small wooded hill, Exon said, “this trail is very fresh”. We were hungry for knowledge, and asked, “tell us more, how do you know that”? “Because the animal is standing right over there” Exon replies as he pointed halfway up the small hull, where the deer stood, in the open, looking at us approach. It was at this point that I realized that tracks could be followed right up to the animal, and that I needed to keep my head up if I wanted to see it!

Third, one of the workshop hosts had gone around the area during the few days preceding, and left footprints in different substrates at different days and times. We were all supposed to go from station to station and try to determined how old each track was. The South Africans participated in this exercise as well as the North Americans. I observed the North Americans getting down on hands and knees around each station and examining the minute details of track aging. They tried to determine the exact number of hours old each track was: this was was 36 hours and that one was 12 hours old, etc. The South African Trackers went quickly from station to station, and their remarks were: “that one is very old (too old to follow and find the animal), that one is old (too old to follow and find the animal), this one is fresh (we could possibly follow it and find the animal), and this one is fresh (we could follow it and find the animal), etc. Again, I felt like I had been given a method, a useable, accurate method to teach myself how to determine the age of tracks in different substrates and conditions, without needing to get bogged down in the extraneous details.

After that, I decided to go to Africa, to learn tracking from the developers of this system, those who made it clear and achievable, instead of some mysterious god-given or tribal ability. I was able to get a grant funded to go to South Africa, where I landed at Lee Gutteridge’s school, Nature Guide Training (http://www.natureguidetraining.com/). I chose his school because of two reasons:

First, they did not “compartmentalize” the learning. What I mean is, that the 4-week course wasn’t broken up into segments of, Tracking week, Birding week, etc. They were completely opportunistic, and we jumped off the vehicles at every opportunity that we could to examine some interesting thing or follow a trail. That’s the way my brain works best – in the moment, and where I can ask about it as soon as I see it!

Then, I had just been hired to teach my first classes at University, and I had knew that I wanted to teach them as “experientially” as I could, meaning: outside, in-the-moment, hands-on, full-body, full-brain experiences where the learning sticks and makes an impact. Lee teaches that way. He has no formal training with it. He’s just a natural. He’s one of the best teachers that I have ever met. So, I wanted to see that and attempt to role-model my teaching after him.

 

 


2) How do you feel in being the first FEMALE “Senior Tracker and Evaluator” of CyberTracker Conservation?


I feel that there is so much more to learn. I love what I have been able to achieve, because I am completely addicted to tracking, CyberTracker, and to teaching and learning tracking. Being able to evaluate people to give them a benchmark of where they are at and a method for how to improve is really fulfilling to me.
I always caution people when they say things like first, only, best, etc., though, because, while CyberTracker is the ‘only’ international system of evaluating trackers, there are probably many people, including other women, in this world who have never been evaluated and are better trackers than I am. This not only includes indigenous people, but also hunters, and potentially naturalists and just generally people who spend time tracking.

Senior tracker is a standard. What it means is that I have put in the time and effort to achieve that standard, and demonstrated to other evaluators that I can consistently meet that standard. As an evaluator, I need to recognize when someone else meets that standard. It’s meant to be challenging, but it also must be achievable. Which means that I need to be careful in the questions that I ask in tracks and signs that the questions have a clear answer, and that they aren’t too obscure or not yet in the literature. I need to be familiar with the scoring system so that I can determine when a question is of simple complexity vs very complex, and also when it is unreasonably complex and should not be asked. With Trailing, I also need to be able to recognize where a candidate is at within the scoring standards. Are they flowing on an easy trail, or moving in a stop-start manner; do they flow on an easy trail, but lose the trail frequently when the trail become more complex; is their head up; do they anticipate where the trail will be after they lose it; do they know the animal’s behavior; are they safe and aware in the environment.

But... as I said, Senior Tracker is a standard. There is still lots of room for improvement in my tracking skills. Once a person achieves the standard, it’s not an indication that they have reached the pinnacle of learning. It just means that they know enough to have reached the standard - and there is plenty more to learn. That’s actually one of the best things about tracking and the natural world - we can never know it all. There is always something new to learn, and even the “best” trackers get things wrong or lose the trail.
As a woman, I am pleased to be able to help other women achieve the same standard that I have.

 

 

 

3) What are Tracks telling us?


Tracks tell us the identity of their makers, through their morphology and sometimes their behaviors. More than just identification, though, I really love the interpretation aspect of tracking. For example, when we are able to interpret an animal’s gait or track pattern, or where it has fed, or where it has avoided danger or gone from curiosity. Trailing, especially, provides a big-picture view, or a behind-the-scenes view, of what animals do on the landscape, how they interact with the land (food, water, cover), each other, and other species. It is fascinating when I can interpret these things in the trail of an animal, see how they move on the land and how the land moves them.

 

 

 

4) What’s an evaluation and why is it necessary?

Evaluations provide a method for determining your current skill level as a tracker.

There are two type of evaluations given by CyberTracker: Track and sign identification and interpretation evaluations, and Trailing evaluations. A passing score of at least 70% in BOTH, makes a participant a full Tracker within the system. A score of 100% in what used to be called a lower band evaluation (now called a secondary evaluation) in both types of evaluation make one a Professional level tracker and results in an invitation to a much more difficult Specialist level evaluation. A score of 100% at the Specialist (Tertiary) level in both types of evaluation makes one a Senior Tracker and is the highest standard that can be earned. Master Tracker is an honorary designation given to persons who have been a Senior Tracker for at least 10 years and have contributed significantly to the field of tracking, in various categories.
 

A basic Track and Sign Evaluation is 50 questions of varying complexity. An evaluator chooses the question and you get all the time you need to answer them, over a period of 2 days. As each section of tracks is finished, the evaluator describes to everyone what the correct answer was, and why. It’s the most intense learning experience a person can take to evaluate their skill and to learn more in a short period of time.

A Trailing Evaluation consists of finding a fresh trail, fresh enough that you could follow it to the animal. You must follow and find the animal, and show it to the evaluator without disturbing it. It takes a lot of practice to do this, but it’s so much fun!

For a full description of how each type of evaluation is run, you can go to the CyberTracker website (http://www.cybertracker.org).
CyberTracker evaluations provide participants with a score, in a standardized system, that estimates where they are currently at in their tracking skill. It doesn’t say that anything about a person other than where they are currently at, and it gives them an indication of where they need to focus their practice in order to become a better tracker. As evaluators, we want to see people do well, and are always trying to choose fair questions, or to gauge the difficulty of a trail accurately. Because it’s a standard, evaluators try to meet regularly to calibrate our thinking about the point ratings, ensuring that the questions don’t become unreasonably difficult or even too simple.
Evaluations are important when someone is collecting biological data and using it in conservation work, or when someone is teaching tracking. It’s important to know the accuracy and reliability of collected data, and of the person doing the teaching. That’s not to say that a level 1 tracker can’t teach, or collect data, but as participants in that workshop, or as managers of that data, we know that overall we can expect around 70-79% of the information provided to be accurate and reliable.
 

 

 

5) Have you always wanted to be a tracker? How would you define yourself?
What are the most difficult abilities that you had to learn as a scientist-tracker?


I have always been interested in tracking, even before I understood that tracking is much more than identifying tracks and signs. One of my first memories, as a small child, is of following what I thought were eastern cottontail tracks in snow. I had a reference book that I had identified the pattern from, and had stopped looking through the pages when I saw the cottontail track pattern matches what I was looking at. I followed them from where they began the base of a tree, to the base of another tree where they disappeared. I searched for where the animal went for a long time, walking all around for any evidence of an exit, and even digging through the snow to see if it had tunneled in to escape the cold. It wasn’t until years later that I learned that squirrels make almost the same pattern in snow and move from tree to tree!
My definition of myself is constantly shifting. I am a friend, daughter, sister, aunt, mother, and a wife to those who share my life. I practice learning more about nature and tracking almost every day, and I teach everything that I learn to other people. It’s these things that I’m most passionate about and that make me excited to get out of bed every morning. 
I hate to say this, but for many years, I had a horrible mentor in science. I hesitate to even use the word mentor because there was no mentoring involved, just a huge sense of insecurity that he hid behind while asking his students to “be independent” and figure absolutely everything out for themselves. I have a new mentor now, as I finally finish my PhD, and he is great. I have managed to collect some good data, but I feel that I could have done a lot more for science and tracking with proper mentorship from the beginning.
 

 

 

6) There’s a paper by Biesele and Barkley (2001) on the contribution of Ju|’hoan women tracking in the success of their hunt…do you think that being a woman in tracking will lead to more difficulties or discriminations? Why?

I don’t know what it will lead to. I suppose that depends on the place we are talking about. Some countries and cultures are more progressive than others. I’ve read that paper, and it concurs with my personal experience that everyone participated in tracking at some point in their indigenous history. Every person in a village would have had some knowledge of how to find food and and awareness of how to stay safe. There are degrees of expertise, though, and while everyone would have basic knowledge, only those who practice a skill regularly get really good at it. So, just as there might be someone in a village who was really good at making arrows because that’s what they spent their time doing - the really good trackers/hunters would also be the ones doing it most. There’s no reason that can’t include women. The paper also talks about how women of child bearing age were less likely to hunt because of the requirements of their children, and carrying children on a hunt limits movement and potentially creates more noise. That makes sense to me. If some women were staying closer to home because of the requirements of rearing children, their focus would be different, temporarily, and their aptitude may not have been observed by previous anthropologists and scientists. That doesn’t mean that foraging close to home isn’t enhanced by tracking prowess, though. The women can tell the hunters where they observe bigger game, or predators. They can trap small game, and keep themselves and their children safe from venomous animals that might only be detected from their tracks and signs.
In my own experience tracking in South America, North America, Europe and Southern Africa, it seems like more western educated countries are more accepting and encouraging of the concept of women trackers, at least at the semi-indigenous level.
When I work with Shangaan trackers here in South Africa, it takes them some time to believe that I am even capable of going off by myself in the bush for a pee, let alone identify a track (especially if they think it is something different) or follow a trail. They are extremely skeptical, and most of them are very proud of what they do, so it can take some trust building and gentle persuasion on my part to even get them to listen to me. But, eventually they do, and I learn a lot from them, too. It helps that I’m not coming in and trying to say that I know everything, I’m open minded to being wrong, but I do have a good solid base to draw from. I don’t think that any of the CyberTracker evaluators presume to know everything, and we all make mistakes in identification, and we all lose the trail - that’s part of the fun, there’s always a challenge waiting for us. If it were always the same and we knew it all, it might be boring.
In more western educated countries, there doesn’t seem to be a lot of attention paid to whether or not a Tracker is a man or a woman. In fact, it seems like there are a lot of women who enjoy the track and sign id aspect of CyberTracker. It’s common for me to attend an evaluation and at least half of the group are women. It seems that fewer people, and fewer women are attracted to the trailing aspect of becoming a full tracker. I don’t really know why this is, but I suspect it’s because the track and sign aspect provides such immediate feedback and is such a great learning experience that it seems more “friendly” and enjoyable to everyone - a sense of camaraderie develops among participants that usually lasts well beyond the evaluation and prompts the development of tracking clubs and social media forums. 
Whereas the trailing evaluation doesn’t really provide participants with any feedback until the end. It seems more like the “test” that it is than a workshop, and I think that can feel less friendly to participants. Your goal as a participant in a trailing evaluation is different from my goal as an evaluator. Your goal is to find the animal. My goal is to evaluate how you trail. So, if we don’t find a fresh trail, I may ask you to do things like follow an old trail, to see how you do on it, even though you may frustratingly think to yourself, “There’s no way that I am going to find this animal.” Or, you might speculate to yourself that you know where an animal is going at that particular time of the day, and want to just go there, but I might ask you to stay on the trail. There are 25 criteria in 5 categories that I need to evaluate you on, and I can’t do that without seeing how you trail: how quickly you lose the trail in various substrates and then how quickly you find it again, as well as how you find and approach a wild animal. Because we are trailing, most of this happens with very little communication. I think that’s hard for people, especially beginners. They expect more constant feedback, but it only comes at the end, so they play mental mind games with themselves the whole time wondering what I am looking for instead of just attempting to follow the trail.
 

 

 

7) Actually you’re accomplishing your PhD at the University of Connecticut, what’s the main objective of your research? Are you satisfied of the results? How tracking is important in tackling your hypothesis?


The main objectives of my research are:
First, to demonstrate that the CyberTracker system of evaluating trackers is accurate. For example, when we tell participants that a track was made by a caracal here in South Africa, is it really made by a caracal or was it a serval or an African wildcat, or something else? Are we telling people the right characteristics to look for and can we actually differentiate species with similar foot morphology, with the naked eye? I’m answering this question by using camera traps and different levels of qualified trackers in the CyberTracker system. I asked the trackers to identify the tracks and signs they see in front of the camera traps, and then compared their answers with the photos taken by the camera traps.
 

Next, I wanted to determine the reliability of trackers of different levels of qualification in correctly answering a question. To do this, I again compared the different levels (1,2,3,Professional, and Specialist) with camera trap data. Then, I took 10 years of data collected during CyberTracker evaluations by different evaluators, and analyzed it to see if there were trends in the types of questions that different levels of qualified trackers were able to answer correctly.


Finally, I conducted semi-structures interviews with trackers to explore how they learned tracking, what qualities are important to becoming a good tracker, and what traditional ecological knowledge, of any, we might be losing as trackers here in my area of South Africa become more educated.

 


 

8) Among all the specie you were lucky to study, what’s your favourite or the most interesting? Why?


I find it difficult to choose favorites, because that changes with any given day depending on what I am observing at that moment. I love everything and everything is so fascinating and different and it excites me that there is always more to learn! 
I really love trailing deer in North America and Europe. They were the species I did most of my early practice with, and my greatest teachers. They can be found almost everywhere, and their trails can go from simple to complex in the time span of a heartbeat. I always say that if you can trail deer, you can trail anything, and for this reason, it’s why most of my trailing workshops focus on deer. They aren’t as “sexy” as bears and lions, but they are great stepping stones to learning how to trail bears and lions.
Speaking of bears, they are also a great favorite of mine. I don’t have a lot of experience with them because I have never lived in a place where I could trail them regularly, but my Specialist evaluation where I achieved the qualification was on bears I. Western Washington, and I spent a few weeks there practicing before then. They are so amazing. They can and do go anywhere, and this was a shock to me and it took me a few days to get used to to idea that I had to follow them through some pretty nasty (muddy, thorny, cramped) places before I began to really enjoy the novelty of it. You can read about my experience practicing in a story that I wrote on my website, https://www.originalwisdom.com/trailing/, under the trailing section.
I also spent a winter (May-Aug) in 2010 in the Greater Kruger Park area of South Africa trailing leopards with many excellent Shangaan trackers. That season is why and when I tattooed leopard spots on the tops of my feet. I love the flow of a leopard trail. I love the thought that they are so aware that it’s highly unlikely that I’ll see them, but I could. There is just something amazing about following a big cat.
 

 

 

9) Last question, but not less important, what would you suggest to the future trackers? 

Go out and practice. Practice by yourself, practice with others. Join a group. If there isn’t a group near you, form one. Use the internet and reference materials to further your practical experience. Take a CyberTracker evaluation. The track and sign evaluations will teach you more than you think possible. A trailing evaluation will open the door to you of another world - one where you are actually part of the stories of the creatures you are trailing. Find a mentor, or use regular CyberTracker evaluations as your mentor so that you can determine where your knowledge gaps are and push those. Being a good tracker is not genetic, it’s about time and effort.

 

 

 

Please reload

Featured Posts

Cos'è CyberTracker software spiegato in 5 minuti

March 30, 2016

1/1
Please reload

Recent Posts
Please reload

Search By Tags